
My Imperfect Studio - The Art Garage!
di Sylvie Renault | 16 giu 2014 | Me, News
La nascita di un Imperfect Studio e la trasformazione in Art Garage! Nascita e trasformazione di uno spazio, da semplice luogo a spazio d'arte.
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di Sylvie Renault | 16 giu 2014 | Me, News
La nascita di un Imperfect Studio e la trasformazione in Art Garage! Nascita e trasformazione di uno spazio, da semplice luogo a spazio d'arte.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 set 2013 | Me, Teorie
... quando mi sono innamorata di Alessandro e per lui dipinsi la mia opera più "maestosa" :) (Rent) pensai che se l'avessi avuto, io che dipingevo solo le mie passioni, avrei presto smesso di dipingere. Poi ho avuto un figlio con un rene solo e un cuore a metà e ho capito che la vita non smette mai di darti ispirazione.
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di Sylvie Renault | 18 nov 2012 | Me, Teorie
“Bisogna perdere qualcosa a cui tieni” - disse - “per riuscire finalmente a risorgere dentro te stesso.” “Abbandona quello che sei e torna quello eri, scevro di strutture e condizionamenti. Torna così, esattamente come ti sto creando io adesso. Questo un giorno il tuo viaggio più bello.” E pian piano, avvolta nel suo nido, si spense mentre si guardava rinascere. In effetti, nessuno trovò ceneri. Che sia la madre che genera il figlio dalle sue spoglie o il figlio che genera se stesso dalla madre che lo sta lasciando? Medesimi fattori, stessa equazione. Naturale distacco. Prima il parto, poi la crescita, infine il trapasso. Morte o genesi? Fine o inizio? Stesso dolore. Identica rinascita. Nel viaggio della vita. Sylvie Renault
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di Sylvie Renault | 14 mar 2012 | Me
Le mie piccole, impacchetatte a dovere prima di partire per il Maschio Angioino! ^^ Le rivedo sabato!!!! E voi? Ci sarete?? :)
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 24 feb 2012 | Me, Musica
Oh I am what I am I do what I want But I can't hide
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 feb 2012 | Me, Musica
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 20 feb 2012 | Me, Musica
sentire una specie di orchestra suonare suonare suonare suonare zum zum zum zum zum zum zum zum zum. Oggi ho in testa questa! :)
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 20 feb 2012 | Me, News
La musica più di ogni altra cosa influenza la mia pittura. A volte è solo di compagnia tra una pennellata e un'altra, altre volte è invece la condizio sine qua non per lo sviluppo del quadro. Cosi' ogni volta che impugno il pennello, rimetto la stessa musica, ascolto le stesse canzoni, legate alle emozioni che sto provando o che vorrei tirar fuori attraverso quel dipinto. Le note raggiungono il fondo dell'anima, si fondono al colore, si fissano alla tela. Così, al fine di farvi capire anche questo mio aspetto, ho pensato di creare una nuova sezione: la Painting Soundtrack . Qui troverete, associate ai diversi quadri, le diverse colonne sonore che li hanno ispirati, con stralci di frasi e porzione di testi che più fra tutti contraddistinguono il quadro stesso. A volte è una canzone sola, a volte delle vere proprie playlist. Provate! Anche per me è stato un bel esperimento! Trovarsi davanti al quadro finito riascoltando e leggendo le emozioni ad esso associate. Spero che l'idea vi piaccia... e soprattutto che vi racconti qualcosa in più di me.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 9 feb 2012 | Dipinti, Me, Step by Step, Video
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 11 feb 2011 | Me
Questo paese mi ha rubato un età. Mi ha cresciuto facendomi credere che avrei avuto tutto il tempo solo perché in realtà non me ne avrebbe concesso alcuno. Cosi' sono figlia di quella generazione che è marcita sulle sedie dell'università certa che ciò le avrebbe assicurato un futuro. E nonostante sia tra le poche che negli studi abbia speso solo il tempo debito, ancora mi sento senza tempo. Se penso a me, mi chiamo ragazza. Quando mia madre alla mia età aveva gia marito e una figlia di tre anni, mia sorella, sei anni più grande di me, che sono stata una nascita tardiva e inaspettata. Mentre io ai figli non ci penso nemmeno. Questo paese mi ha rubato il senso di maternità. Non che non ne desideri, è solo che sono fuori tempo. Non ho futuro, non ho presente, ho solo passato, che si concretizza ogni istante che passa senza alcun senso. Costantemente allattata al seno della folle precarietà, sopravvivo. Questo paese mi ha rubato ore di sonno e serenità. Perché quando ti senti senza tempo pensi che sia sempre il momento per rivendicare ciò che ti appartiene. Come ora in questa notte che scrivo questo testo- Che molti di voi non leggeranno perché supera le 10 righe e questo paese ahimé vi ha rubato la cultura e la curiosità. Ma nonostante tutto scrivo, organizzo, faccio, progetto, pianifico, sogno. Perché questo paese può rubarmii tutto, ma non la mia creatività. Meno che mai la mia dignità.
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di Sylvie Renault | 28 nov 2010 | Disegni, Me
L'Oceano va e viene, alimenta e distrugge la spiaggia, evapora e poi, dopo un lunghissimo viaggio, ritorna da dove era venuto. L'Oceano. L'Oceano ha il suo senso e se pur non lo conosce, lo segue. Perché l'Oceano sa che c'è l'Oceano ad aspettarlo. Forse se non avesse questa sicurezza anche lui sceglierebbe un giorno di evaporare via x sempre.
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di Sylvie Renault | 10 nov 2010 | Dipinti, Me
Questo il titolo del mio prossimo quadro. Ma sarà un murales.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 23 ott 2010 | Me
Gli eventi negativi generalmente ci rendono impotenti. Cosi' quando ci succede qualcosa di bello, è tale la voglia di riuscire a governare la nostra vita, che a rischio di non viverci quel poco di positivo che ci sta accadendo, invece di abbandonarci ad esso, ce ne ritraiamo, per non perdere quell'illusione di controllo di cui abbiamo bisogno. Come abili fotografi, ne facciamo un'istantanea e l'osserviamo con distacco. Ma la vita è un miracolo di emozioni che si scioglie davanti ai notri occhi ogni istante. Niente che possa essere governato o controllato, ma che può e deve solo essere vissuto. Al massimo possiamo decidere in che misura prenderne parte. Ma così facendo, nel tentativo di incastonare quella foto in una scena più grande, distruggiamo l'energia di quel minuto di felicità che ci è capitato disperdendolo nell'ansia e nella preoccupazione di tutto quello che comporta. Che duri un'attimo, un giorno, un mese, un anno o tutta la vita... poco conta! Solo quel minuto era importante, solo quello andava celebrato.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 6 set 2010 | Me, Teorie
Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazon, cualquier camino que tenga corazon. Por ahi yo recorro, y la unica prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahi yo recorro mirando, mirando, sin aliento. Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 lug 2010 | Me
Grazie alla famiglia che mi ha cresciuto facendomi diventare quello che sono. Grazie al matriarcato che mi ha allevato duramente in seno al puro maschilismo insegnadomi per antitesi il valore più profondo dell'essere donna. Grazie a tutti gli stronzi che ho incontrato per la mia strada. Grazie a chi ha tentato di rubarmi un'idea. Grazie a chi si è reso pietoso ai miei occhi per questo. Grazie a chi ha cercato di abusare di me solo perché era il mio datore di lavoro. Grazie a chi mi ha lasciato in mezzo a una strada perché non gliel'ho data. Grazie a chi mi ha dato lo sfratto perché non avevo potuto pagare una mensilità. Grazie a chi ha cercato di gettare ombre sul mio lavoro inventando cazzate perché non aveva che quelle. Grazie. La mia forza la devo a voi e grazie a quella ora vivo, sopravvivo e vi rido in faccia senza neanche che ve ne rendiate conto. E per questo vi dico grazie. Come dico grazie alla famiglia che mi ha cresciuto duramente. Al matriarcato che mi ha allevato in seno al puro maschilismo insegnandomi per antitesti il valore più pronfondo dell'essere quello che sono. Figlia, madre, sposa, amante, nipote, donna. Che discende da una stirpe di contrabbandiere di burro e caffè che rischiavano in mare la vita solo per donare ai propri genitori e figli un attimo di felicità. Non ho nessuno per cui rischiare tanto, ma so che sarei pronta a farlo. E anche per questo vi dico grazie.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 30 mag 2010 | Me
La vita è un attesa. Di vedere la luce prima nascere, di imparare a mangiare prima di lasciare il seno, di cominciare a parlare prima di smettere di gemere, di camminare dopo aver solo gattonato. La vita è un attesa. E attendo di acquisire saggezza, di trovare l’amore, di avere stabilità economica, di vedere riconosciuti i miei meriti, di avere giustizia. Attendo un lavoro sicuro. Attendo di capire cosa sia la sicurezza. La vita è un attesa e anche se intorno tentano di convincermi che con il denaro potrò ottenere tutto, comunque dovrò attendere di accumularne per illudermi che non debba più attendere. Così non compro nulla, ma aspetto l’autobus che passi, che smetta di piovere, che torni il sole e quando è tornato aspetto che arrivi di nuovo la notte. Aspetto che arrivi l’estate e quando fa troppo caldo aspetto con ardore di nuovo che arrivi l’inverno. Io aspetto. Perché la vita è un attesa. E quand’ero piccola aspettavo di crescere, quand’ero adolescente aspettavo di diventare adulta e ora che sono adulta… aspetto di diventare vecchia. Quando sarò vecchia aspetterò di morire. Perché la vita è un attesa. E non date adito a chi vorrà farvi pagare un biglietto per smettere di attendere. Anche se ci riusciste, perdereste il senso profondo della vostra vita. L’attesa.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 10 mag 2010 | Me
Io ho un amico speciale. Un amico che ha fatto tanti sbagli nella sua vita, come io nella mia. A ognuno i suoi. Ma è speciale anche per questo. Io ho un amico coraggioso. Un amico che nonostante le proprie debolezze ha sempre cercato, accettandole, di tirarsene fuori. Io ho un amico che è stato molto criticato, da tutti voi. Ma nessuno di voi l'ha conosciuto veramente. Io l'ho visto crescere ogni giorno della sua vita mentre io crescevo nella mia. Per questo so chi è, cosa prova e lui sa cosa sento io. Questo amico non posso aiutarlo, posso solo ascoltarlo, dargli il mio supporto, e lui darmi il suo ascoltando me. Ma questa è l'amicizia. Esserci. Nonostante i problemi della propria vita. Esserci. Nonostante le tristezze e gli impegni che ci affliggono. Esserci. Anche quando viene più naturale pensare solo a se stessi, esserci.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 4 mar 2010 | Me
Mi passerà. Alla fine non faccio altro che chiedermi se sia talmente assuefatta a un certo tipo di dolore che non mi viene quasi più da piangere o se semplicemente me lo nego, perché tanto non ne vale la pena. Un lutto è un lutto. Non c’è niente che lo possa colmare. Nessuna lacrima lo mitigherà mai. Solo la vita e l’energia possono. Ma non cancellarlo, acquietarlo. La cosa che mi fa più arrabbiare è questa stupida presunzione che tutti noi abbiamo. Domani. Non facciamo che rimandare cose che ci potrebbero far star bene per costruirne altre che non sappiamo neanche se arriveremo a vedere. E io sono la prima. Ma ogni volta che perdo qualcuno mi rendo conto di quanto questo sia stupido anche se inevitabile. E’ questo contrasto che mi fa impazzire. Non voglio rinunciare ai miei obiettivi, ma nemmeno rinunciare alla possibilità di innamorarmi, stare bene, passare del tempo con i miei amici, rilassarmi, vivere la mia vita. Ho solo questa e non so neanche per quanto. Diverse settimane fa avevo appuntamento con un ragazzo che mi piace davvero molto, ero su di giri, contenta. Uscita dall’ufficio, con le cuffiette nelle orecchie, ho attraversato come al solito la strada, ma il semaforo non ha funzionato e dando verde sia per i pedoni che per le macchine, ha rischiato di farmi investire da un camion. Se non avesse frenato in tempo, sarei morta sul colpo. Non è successo e le cose non capitano mai per caso. Ho capito che avevo fatto bene e, anche se già lo sapevo, che la vita è un attimo e vale la pena giocare tutte le carte che si hanno se tieni a qualcosa, anche se non sai perché ci tieni. Quando era sparito avevo due possibilità, incazzarmi e chiudermi nel mio orgoglio, o tentare. E per la prima volta nella mia vita, ho lasciato la porta aperta. E’ stata una sensazione strana perché nonostante tutto… passava aria! Perché è questo quello che fa una porta aperta, no? Corrente. Lascia che le energie fluiscano. E come un vento di tempesta invernale, è tornato nella mia vita quella sera. Che quasi morivo sotto a un camion. Ma non è successo. Non era il suo destino arrovellarsi per mesi su cosa mi fosse mai accaduto. Non era mio destino sparire in quel modo. Forse destino di entrambi avere la possibilità di conoscersi. Non so se
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 14 feb 2010 | Me
E’ pomeriggio sera quando mi squilla il cellulare. Rispondo: “Si, pronto?”. Una voce sottile di giovane donna mi dice fredda: “Mi dai il tuo numero?” Il tono che usa mi infastidisce e poi penso “Ma se mi hai chiamato tu, che cavolo mi chiedi a fare il numero?”. Immaginando uno scherzo, guardo il telefono e riattacco senza dire niente. Dopo una decina di minuti squilla il telefono di casa. Rispondo. Dall’altra parte un’altra volta la stessa voce: “Mi dai il tuo numero?”. Ma più ferma e aggressiva. Questa volta mi spavento e metto giù di istinto. Dopo poco suona il citofono. Non aspetto nessuno. Ho un timore, ma mi sembra assurdo, così rispondo e dalla strada sempre la stessa ragazza mi dice: “Mi dai il tuo numero!”. Più un’affermazione che una domanda. “Nooo!” urlo nel citofono. E vado a chiudermi di corsa nella mia panic room, che altro non è che una stanza con la porta blindata. Ma non faccio in tempo a chiuderla e sono già dentro, perché la ragazza non è da sola. Ma con altri due, come sempre. Inizio a scappare, a correre di corsa giù per la strada. E loro mi rincorrono. Il più alto dei tre mi lancia della benzina da una tanica. Vuole darmi fuoco. Ma penso “Per riuscirci deve prendermi prima! Lui è lento e pesante, io sono più veloce e allenata. E poi la benzina evapora, l’olio no!” Così rubo una bottiglia che vedo su uno dei tavolini del ristorante lungo la strada e gli lancio il contenuto addosso nel momento in cui stava accendendo una torcia destinata a me. L’uomo inzia a bruciare lanciando urla terribili. Finalmente mi sveglio e penso...certo che ‘sto numero.. glielo potevo pure dare!
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 13 feb 2010 | Me
Il mio uomo dovrebbe essere un uomo, ma con l’animo, le energie, le voglie e le aspettative di un ragazzo. Oppure dovrebbe essere un ragazzo, ma con il coraggio e la sicurezza di un uomo. Il mio uomo dovrebbe essere forte, ma dolce, sapendomi proteggere come coccolare, ascoltare come riportarmi sulla retta via quando la sto perdendo. Perché la perdo. E vorrei che fosse il mio uomo a indicarmi la strada che stavo dimenticando. Il mio uomo dovrebbe essere alto, ma non troppo affinché possa arrampicarmi fino a dargli un bacio ogni volta che ne ho voglia…e lui no. Il mio uomo dovrebbe essere tenero, romantico, ma odiare le sdolcinatezze esattamente come me. Comprensivo, ma intransigente. Intelligente. Il mio uomo dovrebbe sinceramente essere interessato a quello che dico e a quello che faccio, non solo per portarmi a letto. Dovrebbe amarmi quasi più per le mie passioni che per altro. Dovrebbe pendere dalle mia labbra e perdere la testa per me quando gli racconto le mie idee e apportare ad esse la sua energia e il suo contributo solo per il piacere di farlo. Come fosse sesso e il prodotto del nostro lavoro, un figlio. Perché è il mio uomo e l’energia che nasce quando siamo insieme non può che dare frutti. Questo quello che voglio. Basta compromessi.
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