Rinassense open gallery su Undo.net
di Sylvie Renault | 16 giu 2010 | Mostre, News
http://www.undo.net/it/mostra/104735
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Atlante dell'Arte Contemporanea 2021 - De Agostini Editoredi Sylvie Renault | 16 giu 2010 | Mostre, News
http://www.undo.net/it/mostra/104735
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 16 giu 2010 | Mostre, News
http://www.06blog.it/post/8827/estate-romana-2010-rinassense-open-gallery-porta-il-burlesque-in-riva-al-tevere
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 1 giu 2010 | Mostre, News
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Leggi tuttodi Sylvie Renault | 30 mag 2010 | Me
La vita è un attesa. Di vedere la luce prima nascere, di imparare a mangiare prima di lasciare il seno, di cominciare a parlare prima di smettere di gemere, di camminare dopo aver solo gattonato. La vita è un attesa. E attendo di acquisire saggezza, di trovare l’amore, di avere stabilità economica, di vedere riconosciuti i miei meriti, di avere giustizia. Attendo un lavoro sicuro. Attendo di capire cosa sia la sicurezza. La vita è un attesa e anche se intorno tentano di convincermi che con il denaro potrò ottenere tutto, comunque dovrò attendere di accumularne per illudermi che non debba più attendere. Così non compro nulla, ma aspetto l’autobus che passi, che smetta di piovere, che torni il sole e quando è tornato aspetto che arrivi di nuovo la notte. Aspetto che arrivi l’estate e quando fa troppo caldo aspetto con ardore di nuovo che arrivi l’inverno. Io aspetto. Perché la vita è un attesa. E quand’ero piccola aspettavo di crescere, quand’ero adolescente aspettavo di diventare adulta e ora che sono adulta… aspetto di diventare vecchia. Quando sarò vecchia aspetterò di morire. Perché la vita è un attesa. E non date adito a chi vorrà farvi pagare un biglietto per smettere di attendere. Anche se ci riusciste, perdereste il senso profondo della vostra vita. L’attesa.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 10 mag 2010 | Me
Io ho un amico speciale. Un amico che ha fatto tanti sbagli nella sua vita, come io nella mia. A ognuno i suoi. Ma è speciale anche per questo. Io ho un amico coraggioso. Un amico che nonostante le proprie debolezze ha sempre cercato, accettandole, di tirarsene fuori. Io ho un amico che è stato molto criticato, da tutti voi. Ma nessuno di voi l'ha conosciuto veramente. Io l'ho visto crescere ogni giorno della sua vita mentre io crescevo nella mia. Per questo so chi è, cosa prova e lui sa cosa sento io. Questo amico non posso aiutarlo, posso solo ascoltarlo, dargli il mio supporto, e lui darmi il suo ascoltando me. Ma questa è l'amicizia. Esserci. Nonostante i problemi della propria vita. Esserci. Nonostante le tristezze e gli impegni che ci affliggono. Esserci. Anche quando viene più naturale pensare solo a se stessi, esserci.
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di Sylvie Renault | 8 mag 2010 | Mostre, News
Il 17 giugno e il 29 luglio 2010 esporrò alcuni dei miei quadri alla Rinasssense open gallery, Lungotevere Garibaldi Roma, affianco la night life dell'Estate Romana con performance live di pittura con il progetto "Sottoscrizione Artistica" e fotografica con il progetto Play4* "Nessun Bavaglio". Vi aspettiamo dalle 19:30 fino a notte fonda! Non mancate!
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 4 mar 2010 | Me
Mi passerà. Alla fine non faccio altro che chiedermi se sia talmente assuefatta a un certo tipo di dolore che non mi viene quasi più da piangere o se semplicemente me lo nego, perché tanto non ne vale la pena. Un lutto è un lutto. Non c’è niente che lo possa colmare. Nessuna lacrima lo mitigherà mai. Solo la vita e l’energia possono. Ma non cancellarlo, acquietarlo. La cosa che mi fa più arrabbiare è questa stupida presunzione che tutti noi abbiamo. Domani. Non facciamo che rimandare cose che ci potrebbero far star bene per costruirne altre che non sappiamo neanche se arriveremo a vedere. E io sono la prima. Ma ogni volta che perdo qualcuno mi rendo conto di quanto questo sia stupido anche se inevitabile. E’ questo contrasto che mi fa impazzire. Non voglio rinunciare ai miei obiettivi, ma nemmeno rinunciare alla possibilità di innamorarmi, stare bene, passare del tempo con i miei amici, rilassarmi, vivere la mia vita. Ho solo questa e non so neanche per quanto. Diverse settimane fa avevo appuntamento con un ragazzo che mi piace davvero molto, ero su di giri, contenta. Uscita dall’ufficio, con le cuffiette nelle orecchie, ho attraversato come al solito la strada, ma il semaforo non ha funzionato e dando verde sia per i pedoni che per le macchine, ha rischiato di farmi investire da un camion. Se non avesse frenato in tempo, sarei morta sul colpo. Non è successo e le cose non capitano mai per caso. Ho capito che avevo fatto bene e, anche se già lo sapevo, che la vita è un attimo e vale la pena giocare tutte le carte che si hanno se tieni a qualcosa, anche se non sai perché ci tieni. Quando era sparito avevo due possibilità, incazzarmi e chiudermi nel mio orgoglio, o tentare. E per la prima volta nella mia vita, ho lasciato la porta aperta. E’ stata una sensazione strana perché nonostante tutto… passava aria! Perché è questo quello che fa una porta aperta, no? Corrente. Lascia che le energie fluiscano. E come un vento di tempesta invernale, è tornato nella mia vita quella sera. Che quasi morivo sotto a un camion. Ma non è successo. Non era il suo destino arrovellarsi per mesi su cosa mi fosse mai accaduto. Non era mio destino sparire in quel modo. Forse destino di entrambi avere la possibilità di conoscersi. Non so se
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 14 feb 2010 | Me
E’ pomeriggio sera quando mi squilla il cellulare. Rispondo: “Si, pronto?”. Una voce sottile di giovane donna mi dice fredda: “Mi dai il tuo numero?” Il tono che usa mi infastidisce e poi penso “Ma se mi hai chiamato tu, che cavolo mi chiedi a fare il numero?”. Immaginando uno scherzo, guardo il telefono e riattacco senza dire niente. Dopo una decina di minuti squilla il telefono di casa. Rispondo. Dall’altra parte un’altra volta la stessa voce: “Mi dai il tuo numero?”. Ma più ferma e aggressiva. Questa volta mi spavento e metto giù di istinto. Dopo poco suona il citofono. Non aspetto nessuno. Ho un timore, ma mi sembra assurdo, così rispondo e dalla strada sempre la stessa ragazza mi dice: “Mi dai il tuo numero!”. Più un’affermazione che una domanda. “Nooo!” urlo nel citofono. E vado a chiudermi di corsa nella mia panic room, che altro non è che una stanza con la porta blindata. Ma non faccio in tempo a chiuderla e sono già dentro, perché la ragazza non è da sola. Ma con altri due, come sempre. Inizio a scappare, a correre di corsa giù per la strada. E loro mi rincorrono. Il più alto dei tre mi lancia della benzina da una tanica. Vuole darmi fuoco. Ma penso “Per riuscirci deve prendermi prima! Lui è lento e pesante, io sono più veloce e allenata. E poi la benzina evapora, l’olio no!” Così rubo una bottiglia che vedo su uno dei tavolini del ristorante lungo la strada e gli lancio il contenuto addosso nel momento in cui stava accendendo una torcia destinata a me. L’uomo inzia a bruciare lanciando urla terribili. Finalmente mi sveglio e penso...certo che ‘sto numero.. glielo potevo pure dare!
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 13 feb 2010 | Me
Il mio uomo dovrebbe essere un uomo, ma con l’animo, le energie, le voglie e le aspettative di un ragazzo. Oppure dovrebbe essere un ragazzo, ma con il coraggio e la sicurezza di un uomo. Il mio uomo dovrebbe essere forte, ma dolce, sapendomi proteggere come coccolare, ascoltare come riportarmi sulla retta via quando la sto perdendo. Perché la perdo. E vorrei che fosse il mio uomo a indicarmi la strada che stavo dimenticando. Il mio uomo dovrebbe essere alto, ma non troppo affinché possa arrampicarmi fino a dargli un bacio ogni volta che ne ho voglia…e lui no. Il mio uomo dovrebbe essere tenero, romantico, ma odiare le sdolcinatezze esattamente come me. Comprensivo, ma intransigente. Intelligente. Il mio uomo dovrebbe sinceramente essere interessato a quello che dico e a quello che faccio, non solo per portarmi a letto. Dovrebbe amarmi quasi più per le mie passioni che per altro. Dovrebbe pendere dalle mia labbra e perdere la testa per me quando gli racconto le mie idee e apportare ad esse la sua energia e il suo contributo solo per il piacere di farlo. Come fosse sesso e il prodotto del nostro lavoro, un figlio. Perché è il mio uomo e l’energia che nasce quando siamo insieme non può che dare frutti. Questo quello che voglio. Basta compromessi.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 nov 2009 | Me
Non so che infanzia abbiate avuto voi, ma io sono cresciuta al cinema. Mio padre non era un uomo capace di avere a che fare con una bambina, così non sapendo come gestirmi nei giorni che dovevamo passare insieme, mi portava o al Lupark o al cinema. Ma il Lunpark per una giornata intera costava troppo due volte la settimana e così, preferiva quasi sempre la sala cinematografica. Lì infatti lui poteva dormire senza troppo essere disturbato e io guardare a ripetizione il film che avevo scelto fino a che la maschera non ci mandava via perché stavano chiudendo. Il sabato e la domenica per anni sono stati quindi i miei giorni preferiti. Amavo il cinema! Se mi concentro riesco ancora a sentire l’odore del pop-corn in busta e della polvere delle poltroncine rosse in cui sprofondavo perché non riuscivo nemmeno a toccare per terra. Così, grazie a quel cinema che guardavo più o meno 96 giorni l’anno, ho cominciato a vivere in un mondo dove spesso io stessa nella mia mente parlavo in terza persona di quello che mi stava accadendo perché, come in ogni buon film che si rispetti, in quello della mia vita non poteva certo mancare la voce fuori campo. “Visto? Io sono l’unico ad avere una visione di insieme! Ecco quello che chiamano genio!” (Basta che funzioni – Woody Allen - 2009) Adoravo Bud Spencer e Terence Hill e non so quante volte ho visto e rivisto “Io sto con gli ippopotami”. Credo di avermici fatto portare per tutta la durata in sala. L’altra mia grande passione erano i film di Celentano e Pozzetto! “Lui è peggio di me”, che li vedeva addirittura insieme sulla scena era in assoluto il mio film preferito, e penso anche per questo di aver consumato la poltroncina. Ma i preferiti di mio padre erano i film romantici. Niente scazzottate in video o fragorose risate in sala che potessero svegliarlo. E così, per colpa del più cinico e menefreghista degli uomini, sono venuta su come l’ultima delle romantiche. Casablanca, Il Dottor Zivago, Love Story, Via col Vento, Vacanze Romane, Ufficiale gentiluomo, Pretty Woman, Dirty dancing, Harry ti presento Sally. Mentre mia madre gridava in casa l’inno “Al rogo gli uomini!!!” io crescevo con l’idea che l’unico amore possibile nella vita fosse quello romantico. E diciamocelo, dai, alla fine non è forse una gran cazzata? Tutti i film si tradiscono su
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 16 ago 2009 | Me
Un'amica questa sera mi ha parlato dell'amore. Di quello che dopo un po' finisce e che quindi è meglio dirselo e piantarla lì. Ma io vi chiedo, che amore è quello che nasce cosi' in fretta e che con la stessa rapidità svanisce? Anzi, è amore? Io amo suonare la chitarra amo sentire la vibrazione della mia voce dentro al mio stomaco quando sto cantando e amo le lacrime agli occhi e i brividi che mi regala l'interpretare una canzone amo gli animali e adoro sentire il calore del loro corpo vicino al mio quando sono in vena di coccole amo la pizza con la mozzarella di bufala sopra e un fogliolina di basilico fresco fresco appena colto il sapore acido e dolce al tempo stesso dei pomodori il rumore della pioggia che scende, ma solo se sono sotto le lenzuola, possibilmente abbracciata alla persona che amo amo accucciolarmi sotto le coperte e sentire che il caldo lentamente mi addormenta amo svegliarmi la mattina e tirare ancora un po' proprio fino all'ultimo secondo di ritardo che la mia giornata mi puo' permettere amo far sorridere un amico soprattutto quando il momento si fa duro amo ridere amo la mia casa e tutto quello che per me rappresenta amo scrivere amo bere una birra gelata mentre stro scrivendo amo i miei occhi quando si illuminano per la felicità amo il fatto che non smetto mai di sperare amo l'odore della notte l'odore della neve e dei primi freddi quando arriva l'inverno amo il colore degli alberi quando l'autunno sta finendo io amo, amo pensare a ciò che mi piace, che amo e che mi fa star bene. Ma quanto c'ho messo a capirlo? Perche' a prendere una birra calda e comprendere che fa schifo ci vuole poco. Ma scoprire invece che i pensieri scivolano in frasi più velocemente se mentre le scrivi oltre a dissetare la tua anima dai fluido anche alla gola... è una questione di tempo. Di fare, fare e ri fare una cosa, fino a che non capisci che la ami veramente, in quel modo e con quel piccolo particolare in piu', che per giunta non è mai lo stesso! Quattro anni fa lasciai il mio ragazzo dell'epoca, una storia davvero importante, solo perchè speravo di dare una scossa a quella situazione, ma nell'istante in cui lo vidi scendere le scale che ci separavano capii all'istante che non
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 3 ago 2009 | Me
Mio padre non era un santo. Non era un brav'uomo. Era uno stronzo. Un alcolizzato, ciinico, avido, violento e opportunista. Ma era mio padre. Non bellissimo, ma le donne cadevano ugualmente ai suoi piedi perchè terribilmente sexy. Magnetico. Lo sguardo la sua migliore arma. Non c'e' mai stato nella mia vita. Non glie n'e' fregato mai un cazzo di un mio saggio di ritmica, della prima comunione o se recitavo in un operetta recensita sul Corriere della Sera. Mio padre semplicemente non c'era. E per questo posso ricordare con esattezza che una volta mi accompagnò in palestra e un'altra al lunpark, con i compagni delle medie, che non facevano altro che chiedermi se fosse un deficiente visto il modo strano in cui parlava. D'altronde era difficile per una comitiva di undicenni capire semplicemente che quello era un uomo ubriaco. I ricordi negativi ve li risparmio. Era mio padre. E sono sincera, non l'ho mai accettato per quello che era fino a che non ho potuto far altro che rimpiangere questa opportunità. Parlava 5 lingue +1, perche' diciamocelo, ho sempre sospettato che quando argomentava in arabo mi stesse solo prendendo per il culo. Ma nonostante tutto... è suo il più grande insegnamento che da sempre porto con me. "Iimpara le lingue e sarai cittadino del mondo, impara le lingue e sarai libero." Non l'ovvietà di ciò che diceva, ma il suo esatto contrario. La libertà è in noi, non in quello che facciamo. Niente di quello che ci succede puo' realmente condizionarci se non lo vogliamo. Cosi'...ha girato il mondo, posseduto tutte le donne che ha desiderato, avuto tutti i soldi che si potessero mai spendere in una vita, due figlie bellissime... ma non è mai stato capace di essere felice. Perchè non era libero da se stesso. Era schiavo. Schiavo del suo desiderio di libertà. E ha trascroso la vita nel vano tentativo di raggiungere qualcosa che semplcimente aveva già. Ma è solo quando hai qualcosa che sei capace di dare che nessuno te la puo' piu' togliere. Possono rubarti quello che hai, non quello che sei. E si sente davvero derubato solo chi si indentifica in quello che ha e non in quello che è. E io, che non avevo mai potuto avere quell'uomo come il padre che desideravo, per anni sono stata capace di trovarlo solo nelle piccole cose che mi aveva regalato nei rari momenti di sobria
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 lug 2009 | Me
Guido spesso senza meta. Giro la chiave, accendo il motore, spengo il cervello. Tutta la mia concentrazione è rivolta alla strada che si srotola come un nastro infinito davanti ai miei occhi. E il cervello si svuota. Concentrato, presente, attivo, privo di pensieri. Meditazione bicilindrica desmodronica. Poi a un certo punto accade qualcosa. Immagini. Non veri e propri pensieri. Immagini. Nette, limpide, inconfondibili. Odori. Sapori. Suoni. Sensazioni. La mente affoga in se stessa. E la coscienza ricomincia il suo ciclo.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 22 feb 2009 | Colonna Sonora, Musica, Step by Step, Video
Come un lampione che si accende In pieno giorno inutilmente Aspetto il sasso e chi così mi spegnerà Con il sorriso sulla fronte Tra le pozzanghere profonde Rimango al largo nell'acquario Della mia... fantasia.
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di Sylvie Renault | 7 ago 2008 | Dipinti, Me, Step by Step
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 29 mag 2008 | Colonna Sonora, Musica, Step by Step, Video
E le mie mani hanno dipinto il mondo perché il mondo è il posto dove ho visto te.
Leggi tuttodi Sylvie Renault | 30 mag 2007 | Colonna Sonora, Musica, Step by Step, Video
A volte succede qualcosa di dolce e fatale Come svegliarsi e trovare la neve O come quel giorno che lei mi sorrise Ma senza voltarsi e fuggire Vederla venirmi vicino fu quasi morire Trovare per caso il destino E non sapere che dire
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