Coerentemente incoerente
di Sylvie Renault | 1 mar 2011 | Osho
‘Io sono coerentemente incoerente, questa è la mia coerenza. Ecco perché non posso definire me stesso: la definizione di oggi potrebbe non adattarsi più domani. Non mi posso definire, perché sarebbe come definire una nuvola, o un oceano, o un albero in crescita, o un bambino. Io cambio continuamente, perché il mutamento è l’anima stessa della vita. Fatta eccezione per il cambiamento, nulla è eterno. No, non mi potete etichettare: non sono un oggetto. Io sono un fiume, una nuvola che cambia continuamente la sua forma. La mia idea di consistenza è radicata in questo continuo mutare, in questa danza dinamica che ha nome vita...’ Osho
Leggi tuttoL'arte di morire
di Sylvie Renault | 21 dic 2010 | Osho
Piango. Scrivo e piango. Dopo tanto tempo che non succedeva, scrivo e piango. La mamma di una delle mie più care amiche sta morendo, e io non posso far altro che piangere e coccolare il suo coniglietto che sta qui da me. Non ho una macchina, nè i soldi per il taxi per raggiungerla. E poi domani c'è il lavoro, sono rischio contratto, come potrei mancare. Vorrei essere con lei. Portarle il mio supporto, la mia presenza, il mio silenzio. E con lei ascoltare. Ascoltare la vita della morte. [...] Soprattuto in Oriente la morte è più rispettata della vita, e l'Oriente ha vissuto a lungo per arrivare a questa conclusione. In Occidente la vita è più rispettata della morte, per questo esistono tanta tensione, tanta preoccupazione, tanta angosica e tanta follia. Come mai? Se il tuto rispetto è tutto rivolto alla vita, avrai paura della morte e, in questo caso, sarà qualcosa di antagonista, un nemico e, se è il nemico, rimarrai teso tutta la vita, poiché la morte può accadere in qualsiasi momento. Tu non l'accetti, la rifiuti, ma non la puoi distruggere. Non è possibile distruggere la morte.Puoi rifiutarla, puoi negarla, puoi averne paura, esserne terrorizzato; comunque sarà presente. [...] Ogni volta che sei preda della paura, qualcosa ti ha dato un segno della morte. [...]Qualsiasi cosa temi, se scruti in profondità, troverai sempre da qualche parte l'ombra della morte. [...] In Occidente viene rispettata la gioventù, un fenomeno transitorio: ti sta già scivolando via dalle mani. In Oriente si rispettano i vecchi, poiché qui è rispettata la morte. La vita è solo una parte, la morte è il culmine. La vita è solo il processo, la morte è il crescendo. La vita è solo il movimento, la morte è la realizzazione. E le due cose sono un tutt'uno! Dunque cosa rispetterai di più: la via o la meta? Il processo o la fioritura? La morte è il fiore, la vita non è altro che l'albero. [...] Ecco perché in Oriente la morte è accettata; non solo, le viene dato il benvenuto; è un ospite divina. Quando bussa alla porta, significa che l'universo è pronto a riaccoglierti nel suo grembo. [...] La morte è un fenomeno così bello, e uno dei più misteriosi! Non la si dovrebbe sfuggire! [...] Si deve stare in silenzio. Se riesci a resare in silenzio quando la morte è presente, all'improvviso vedrai
Leggi tuttoFelici? Perchè no!
di Sylvie Renault | 3 dic 2010 | Osho
"Vivi il più intensamente possibile! Brucia la tua candela della vita da entrambi i lati! Cruciala così intensamente... Anche se si esaurisse in un secondo, andrebbe comunque bene! Quanto meno saprai in cosa consiste, poiché solo l'intensità penetra in profondità." Osho
Leggi tuttoLa creatività è la fragranza della libertà dell'individuo.
di Sylvie Renault | 7 set 2010 | Osho
La creatività è la più grande forma di ribellione che esista. Se vuoi creare, devi liberarti da ogni condizionamento, altrimenti la tua creatività sarà solo un'imitazione. solo una doppia copia... puoi essere creativo solo se sei un individuo, se dipendi dalla spicologia della massa, non puoi creare. La psicologia della massa è priva di creatività, vive una vita d'accatto, non conosce alcuna danza, alcun canto, alcuna gioia, è una vita d'automi. [...] Colui che crea non pò seguire la retta via, deve trovare la sua strada, deve farsi largo nella giungla della vita, deve procedere da solo, ed essere un emarginato della folla, dalla psicologia collettiva. La mentalità di massa è la mentalità più bassa che esista al mondo, perfino i cosidetti idioti sono di gran lunga superiori all'idiozia della metalità collettiva. Ma la collettività ha le sue tecniche di corruzione: rispetta una persona e la onora, se continuerà a sostenere che l'orientamento della mentalità colettiva è l'unica strada giusta. In passato, coloro che creavano in ogni campo, pittori, ballerini, musicisti, poeti, scultori, hanno dovuto rinunciare alla rispettabilità, per pura necessità: Erano costretti a vivere una vita da Bohémien, una vita da vagabodi: era l'unico modo per essere creativi. In futuro questo non sarà più necessario. Se mi capite, se sentite che quando dico è la verità, in futuro ciascuno potrà vivere la propria individualità, e non ci sarà alcun bisogno di fare una vita da bohémien. [...] Ilmio sforzo consiste nel distruggere la mentalità collettiva e rendere ogni individuo liero di essere se stesso. Allora non ci sarà alcun problema, potrai vivere come vorrai. L'umanità nascerà in realtà solo il giorno in cui la ribellione dell'individuo sarà rispettata. Il genere umano non è ancora nato, vive ancora nel grembo materno. Quello che vi appare come il genere umano è solo un falso fenomeno.[...] L'umanità necessita di un nuovo terreno, il terreno della libertà. La bohéme è stata una reazione, una reazione necesaria, ma se la mia visione avrà seguito, non vi sarà più alcuna bohéme, perché non esisterà più alcuna cosiddetta mentalità collettiva che tenterà di dominare la gente. A quel punto ognuno vivrà in pace con se stesso. [...] Solo allora ci sarà creatività. La creatività è la fragranza della libertà dell'individuo. Osho - Una perfetta imperfezione
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